Vuoi essere CAROTA, UOVO o un CHICCO DI CAFFE'?

Vuoi essere CAROTA, UOVO o un CHICCO DI CAFFE’?

La vita ogni giorno ci pone difronte a molte difficoltà. Che siano problemi nei rapporti, nel lavoro, in famiglia, nelle amicizia, qualsiasi essi siano, mi hanno “insegnato” che non dobbiamo MAI parlare di problemi ma di “opportunità“.
Difficile pensare che una difficoltà possa diventare “stimolo” per migliorare la propria vita e tante volte non vediamo altra soluzione se non “piangerci addosso”.  Fa comodo farci compatire piuttosto che rimboccarci le maniche difronte agli “imprevisti” della vita.

Quanto ho pianto, quanto mi sono sentita “responsabile”, quando sono stata licenziata per “riduzione del personale”.
Mi sono arrovellata il cervello per capire “cosa avessi sbagliato”,  “cosa avrei potuto fare perchè non succedesse”, “perchè proprio io” avevo subito questa sorte, io che avevo messa tutta me stessa in quello che facevo, dando il massimo, anima e cuore,  sacrificando anche i miei affetti.
Un rapporto lavorativo di anni te lo trovi chiuso con un foglio anonimo di carta e ti chiedi “come farai a trovare un’altra occupazione?”, “come farai a pagare il mutuo?”, “come farai a fare la “casalinga” non per scelta?”.

Il tempo passava e….io continuavo a rimuginare, a star male ma… la situazione non cambiava, continuavo ad avere il mio “bel foglio in mano” e all’ufficio collocamento risultavo “disoccupata“.

Ad un certo punto mi sono detta che era ora di REAGIRE, frignare non mi stava portando proprio un “bel niente” .

Lascia che ti racconti la storia della carota, dell’ uovo e dei chicchi di caffè, una storia che mi ha, come dire,   “illuminato” …. spero possa essere “illuminante” anche per te 😛 

Una giovane ragazza stava attraversando un periodo particolarmente difficile, costellato da continue delusioni. Come spesso capita in questi momenti la giovane un pomeriggio iniziò a parlare dei suoi problemi con la mamma. Era ormai stanca di lottare: ogni problema che riusciva a superare (a fatica) era seguito a ruota da un’altra situazione critica che assorbiva ogni sua energia residua.

Ad un certo punto la ragazza confessò che era pronta ad arrendersi.

La mamma ascoltò a lungo la figlia ed infine le chiese di seguirla in cucina. Senza sprecare parole, la donna prese tre pentolini, li riempì d’acqua e li mise sui fornelli. Quando l’acqua incominciò a bollire in uno mise delle carote, nell’altro delle uova e nell’ultimo dei chicchi di caffè.

Dopo un tempo, che sembrò infinito per la giovane figlia, la donna spense i fornelli e tirò fuori le carote, adagiandole su un piatto, poi scolò le uova e le ripose in una scodella ed infine, utilizzando un colino, filtrò il caffè e lo versò in una tazza. Completate queste operazioni, la donna si rivolse alla figlia e le domandò: “Cara, dimmi, cosa vedi qui sul tavolo?“

“Vedo delle carote, delle uova e del caffè. Cos’altro dovrei vedere?!” rispose la figlia perplessa.
La donna chiese allora alla giovane ragazza di toccare le carote, che erano diventate cedevoli, la invitò poi a rompere un uovo, che era ormai diventato sodo ed infine le fece annusare e assaporare la tazza di caffè fumante, che sprigionava un’aroma ricco e profumato. La ragazza, ancor più confusa chiese alla mamma: “Non capisco, cosa dovrebbe significare tutto questo?”

La madre sorrise e le spiegò che sia le carote, sia le uova, sia i chicchi di caffè avevano affrontato la stessa identica “sfida”: l’acqua bollente. Ma avevano reagito in maniera differente:
la carota, forte e superba, aveva lottato strenuamente contro l’acqua, ma ne era uscita debole e molle;
l’uovo, liquido al suo interno e dal fragile guscio, si era indurito;
i chicchi di caffè, infine, avevano avuto una reazione del tutto diversa: nonostante la bollitura, erano rimasti pressoché identici a sé stessi, in compenso, avevano trasformato l’acqua bollente in una bevanda dal gusto irresistibile .

Con dolcezza la donna tornò a rivolgersi alla figlia, ponendole una domanda:

“So che hai avuto molte delusioni, ma sta a te scegliere come reagire a questi eventi della vita:
vuoi essere come la carota, all’apparenza forte, ma debole ed incapace di reagire alle difficoltà?
Vuoi essere come l’uovo, tenero e fragile, ma che si indurisce ed è incapace di esprimere sé stesso quando è sotto pressione?
Oppure vuoi essere come un chicco di caffè, che è in grado di immergersi nelle avversità ed accettare le delusioni, esprimendo il suo miglior aroma e sapore quando il mondo intorno a sé raggiunge il punto di ebollizione?

Le persone che hanno imparato ad essere felici non sono certo quelle che non hanno mai provato una cocente delusione. No, queste persone, nonostante le avversità, hanno saputo prendersi il meglio della vita, trasformando problemi e delusioni in opportunità di crescita.

Quando sei immersa nell’acqua bollente e la delusione ti brucia, puoi scegliere se rammollirti come una carota, indurirti come un uovo o sprigionare il meglio di te come un chicco di caffè, trasformando le difficoltà stesse in qualcosa di superbo.

Che dire, il mio lavoro, a cui “ho dato tanto” mi ha anche “INSEGNATO TANTO“, quello che oggi mi ha permesso di riprendere a lavorare e dimostrare a me stessa che quando ho smesso di “essere CAROTA o UOVO”  sono diventata  un “CHICCO DI CAFFE'”.
La porta che mi si era chiusa in faccia mi ha dato la forza di aprire un portone!

Che sia il lavoro, una amicizia, un amore, qualsiasi sia la situazione che ti far star male, pensa che “NON è un PROBLEMA” ma “UN’OPPORTUNITA’ ‘” per dimostrare al mondo, ma soprattutto a TE STESSA, che puoi essere anche TU un CHICCO di CAFFE’ “trasformando le difficoltà stesse in qualcosa di superbo”Rita