Pagina RISERVATA: JENNI

Mentre sto scrivendo vedo che si sta compiendo un altro passo per realizzare il mio SOGNO: creare rete fra noi DONNE.

In un Paese come il nostro, dove sembra che emergano solo le V.I.P e siano ammirate solo le Veline, io credo che siano le donne COMUNI che possano fare la differenza.  Sono convinta che non siano le Donne che stanno dietro ad uno schermo televisivo o dietro a un profilo social di migliaia di Followers che possano CAMBIARE IL MONDO rendendolo MIGLIORE ma  lo possano fare le DONNE che vivono nella “normalità” del quotidiano.

NOI Siamo in tante, Donne apparentemente NORMALI, ma che siamo SPECIALI nella nostra UNICITA‘.
TUTTE abbiamo qualcosa da INSEGNARE e da IMPARARE le une dalle ALTRE e se messe tutte insieme, collaborando, possiamo creare una RETE e diffondere EMOZIONI, VALORI, INSEGNAMENTI per aiutare altre Donne come NOI.

Per questo oggi vorrei presentarvi LEI, un’amica che ho incontrato nella mia adolescenza, che ho conosciuto durante il mio percorso scolastico e che ora ho scoperto essere molto più “ricca” di quando l’ho conosciuta.
Ora ha tanto da offrire, non solo per le competenze professionali che lei ha perché NON è il titolo di studio che fa la differenza,  ma per la persona che LEI E’.

Bando alle ciance perché fremo di presentarvela con queste parole, le SUE parole che trasmettono per me tanta EMOZIONE…. musica per me e spero anche per VOI:

Mi chiamo Jenni,

ho ormai 36 anni e sono felice di averli. Ogni anno che vivo mi sento più ricca e mai vorrei tornare indietro e perdermi qualcosa che ho conquistato duramente.
Nella vita faccio l’educatrice, il che non è semplicemente  un lavoro, ma una vera e propria scelta di vita. Mi occupo da molti anni di bambini e ragazzi, ma anche indirettamente dei loro genitori.
Penso che il modo migliore di vivere sia quello di farlo in modo sereno e che la serenità si ottenga solo capendo, accettando e affrontando la realtà.
Proprio per questo sono sempre combattiva, non taccio di fronte a ciò che non mi piace, ma affronto tutto senza timori, prendendomi a volte delle insoddisfazioni ma altre delle vittorie.

Ogni piccolo passo porta ad un mondo migliore e penso che il modo giusto sia quello di educare i bambini, che saranno il futuro.

Vivo dunque ogni giorno inseguendo quel che mi piace, quello in cui credo e principalmente l’amore, per tutto: per me stessa, per mio figlio, per tutte quelle mamme che vedo così simili a me, per gli animali, il sole, il vento e tutto quello che ci fa essere noi.
Piacere di conoscerti  ❤
Che dire “BENVENUTA JENNI!!!” e grazie per questa favola per bambini che ci doni che hai scritto ed è stata illustrata dai bambini. Parla di “essere cittadini del mondo“, un concetto difficile da spiegare soprattutto ai bimbi ma che lei con parole semplici ci aiuta a farlo capire ai nostri figli. Buona lettura!

L’ALBERO GIRAMONDO

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Un albero nacque un giorno in un bel prato di collina,
da un seme che volando nell’aria
decise di posarsi sulla ragnatela sospesa tra due rami.
Così, con la rugiada e la luce del sole,
il seme germogliò libero dalla terra
e l’alberello crebbe senza radici fisse,
libero di spostarsi ovunque ci fosse rugiada.

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Gli alberi lì attorno gli dissero che
anche se le sue radici erano libere,
sarebbe dovuto rimanere dov’era nato,
perché è così che fanno tutti gli alberi che si rispettino.
Ma lui guardava gli insetti e gli uccelli
che si muovevano e gli sembravano felici,
così pensò che non ci fosse nulla di male a spostarsi
e decise di andare a vedere il resto del mondo.

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Camminò a lungo per uscire dalla foresta
fino a trovarsi davanti ad un fiume.
Con un tuffo si lanciò in acqua
e fu felice di sentirsi leggero nel fresco sciabordio della corrente.
Molti pesci corsero a vedere l’albero che nuotava e divennero amici.
Dopo qualche giorno
l’albero decise di proseguire il suo viaggio.
Salutò i pesci e riprese il suo cammino.

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Giunse allora nei pressi di un villaggio
e fu attirato dalle risate di piccoli uomini
che si chiamavano “bambini”.
Quando videro un albero che camminava
gli salirono sulle fronde e giocarono a saltare
e a dondolarsi con lui.
Si divertirono molto, ma quando arrivò la sera
ogni bambino tornò nella sua casa
e l’albero rimase solo.

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Durante la notte l’albero si fermò per riposare
e guardando il cielo conobbe le stelle che lo illuminavano
e delle stelline volanti che si appoggiavano sulle sue foglie:
erano le lucciole,
che graziose svolazzavano cantandogli una ninna nanna
che lo fece addormentare.
All’alba l’albero si svegliò ed era solo,
così si mise di nuovo in viaggio.

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Si diresse lontano dalle case,
lungo una strada di campagna che gli pareva condurre in posti tranquilli.
Gli uccellini cinguettavano e si appoggiavano ai suoi rami per riposare
scambiando chiacchiere sul tempo
e sui vermetti che furbi trovavano sempre nuovi nascondigli.
Arrivato su un verde prato si fermò
e fu sorpreso dalla moltitudine di puntini colorati che lo attorniavano.
Erano i fiori, che stupendi animavano il giardino.
Ballarono insieme alla brezza del giorno,
sulla musica delle cicale e delle api ronzanti.
L’albero rimase molto giorni in compagnia dei fiori,
ma quando venne il momento di andare loro dovettero restare nel prato,
legati alle loro radici.

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L’albero era ormai grande,
aveva visto molto del mondo
e pensava che gli era piaciuto viaggiare
ma che non aveva una famiglia.
Tornò allora nel luogo in cui era nato,
sperando di poter stare con qualcuno
che gli volesse bene e che non dovesse abbandonarlo per tornare a casa.
Giunto su quel prato di collina dov’era nato, però,
si accorse tristemente che gli alberi lì attorno erano degli estranei per lui.
Nemmeno loro erano la sua famiglia.
Sconsolato, l’albero si isolò ai piedi della collina e,
solo, si addormentò piangendo.

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All’alba, il cinguettio degli uccelli lo svegliò e quando aprì gli occhi vide una coppia di
usignoli che si costruivano il nido sui suoi rami. “Ciao! Ti spiace se veniamo ad abitare
qui?” E l’albero fu felice di ospitarli. Lì vicino poi scorreva un torrente in cui i pesci
nuotavano festosi e lo riconobbero, dato che tra di loro si era sparsa la voce dell’albero
che sapeva nuotare. Così passavano a salutarlo e sgusciando dal torrente lo schizzavano
allegramente con l’acqua fresca. Ad ogni stagione poi, sbocciavano i fiori e tutt’attorno a
lui era colorato e intriso di dolcissimi profumi.
Al pomeriggio iniziarono a venire i bambini. Si riposavano all’ombra delle sue fronde,
giocavano gioiosi e gli facevano molta compagnia.
Anche la notte, mentre gli usignoli dormivano, i fiori chiudevano le loro corolle, i pesci si
adagiavano sul fondo del torrente ed i bimbi facevano la nanna nei loro lettini, l’albero
non era solo, ma circondato da mille lucciole canterine.

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L’albero capì che aveva fatto bene a girare il mondo
e che ora la sua famiglia non era fatta solo da quei pochi alberi
che avrebbe avuto attorno,
ma da moltissimi amici che, tutti diversi,
riempivano la sua vita d’amore e di gioia.

 Grazie Jenni Zanini per essere con me in questo mio progetto e spero che presto vorrai “regalarci ANCORA qualcosa di TE“. Rita

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