ESSERE Donna nel Mercato del lavoro

ESSERE Donna nel Mercato del lavoro

Escluse le fortunate che hanno un lavoro statale, lavora in proprio (con tutte le difficoltà del caso) oppure ha un datore di lavoro “comprensivo”, essere una donna nel mercato di lavoro odierno è…. un HANDICAP.
Puoi aver un curriculum scolastico e professionale stupendo, ma al pari un un uomo, stai di certo che TU non verrai scelta e lo sai perchè? Perchè l’handicap che una donna ha è veramente “grave” e lo sai qualè? CHE  PUò   AVERE   FIGLI!

Ecco si l’ho detto, l’ho sparata ma alla fine è la pura, semplice e reale verità.
Per quanto tu possa dimostrare con i fatti che tu VALI, che hai tutte le carte in regola per essere assunta, al colloquio con il curriculum sotto mano ti chiederanno:
Lei è sposata o convivente? Ha figli? Se si quanti?…qualcuno azzarda pure “ha intenzione di averne”?

C’è poco da commentare su queste domande ma che te lo chiedano direttamente o che te lo facciano “intendere” con domande che alla fine vogliono farti dare le stesse risposte, il concetto non cambia:

Se sei donna rappresenti per l’azienda che ti assume un fardello, un futuro problema da risolvere.

Ad un colloquio che ho avuto con una importante Banca ben conosciuta a livello nazionale, mi sono sentita chiedere:
“Lei deve presentarsi domani mattina da uno dei suoi clienti più importanti che le porterà frutti sia in termini economici che di carriera, ma suo figlio ha 40 di febbre  e delira perchè vuole la mamma, lei cosa fa?”
La mia risposta “meglio che terminiamo il colloquio perchè non ho intenzione di lavorare in un’azienda in cui la persona non vale niente” e me ne sono andata.
Queste sono cose che accadono tutti i giorni e penso non sia una novità.
Alla fine noi donne ci tocca “prostituirsi” (in senso figurato 🙂 ) per poter lavorare accettando di essere sottopagate o demansionate.

Nel caso in cui lavori da anni in un’azienda, dimostrando a tutti che tu vali, che hai sempre dato il massimo che ti sei guadagnata stima, rispetto, fiducia sulle tue competenze e capacità, magari anche rimandando una gravidanza per non “creare problemi“, nel momento in cui tu annunci di essere incinta per il tuo datore di lavoro TU  NON  PUOI  PIù RENDERE COME PRIMA  ed ecco che l’handicap salta fuori….ma non preoccuparti, se ti demansionano lo fanno perchè hanno a cuore la tua salute, vogliono farti stare meglio, non è certo perchè non vale tutto quello che hai fatto….

lo fanno solo per te 🙁  E’ PER IL TUO INTERESSE!

D’altronde dobbiamo essere oneste ragazze: noi rappresentiamo per l’azienda un COSTO. Come noi nella nostra vita “domestica” cerchiamo di “ottimizzare” le entrate e e uscite, noi rappresentiamo per l’azienda una “entrata” che sta diventando una “uscita”.
Devono “pagarti” la maternità (specifico che la devono anticipare perchè la paga l’INPS), trovare un sostituto (se possibile prenderanno un uomo perchè non ne vogliono altre di gravidanze in giro) e poi tu ritornerai chissà quando e chiederai pure la riduzione di orario per stare dietro a tuo figlio. Ovvio che sei diventata una “uscita” per l’azienda e “non VALI” più come prima.

Fare questa elaborazione per me non è stata assolutamente facile e mi sono pianta addosso molto dopo le mie gravidanze.
La nascita di un figlio, che è la cosa più bella della vita,
sentirsi additare di essere un “peso” per la società è difficile da “digerire” ma è la dura realtà da affrontare. Soprattutto per una donna che è abituata a lavorare, a cui piace lavorare, che NON vuole rinfacciare a suo figlio “che è per colpa sua che non ha più potuto lavorare”. Come allora reagire?

Difficile farsene una ragione che NON è stata una COLPA quella di avere un figlio, ma un PRIVILEGIO.
Bisogna SOLO definire quali sono le priorità nella nostra vita. Se avete scelto di avere una famiglia, non penso sia il lavoro al primo posto nella vostra “classifica delle priorità” quindi è giunta l’ora di guardare avanti, altri orizzonti, altre strade.
Forse ci toccherà “prostituirsi” per un lavoro, accettare compensi che non sono al pari delle nostre esperienza, di anni di lavoro, ma io credo, anzi sono convinta che OGNUNO riceverà quel che merita.

Non lo nascondo che una dose di fortuna non guasta, ma quello di essere Mamma è un valore aggiunto!
Provate a pensare alle notte insonni e comunque siete in grado di essere attive di giorno, all’organizzazione delle giornate per il pranzo, pulizie, spesa lavatrice lavastoviglie….. un manager uomo NON CE LA FAREBBE. Questo è GARANTITO!

Da questo DATO DI FATTO dovete partire, da questa consapevolezza,  e le opportunità non mancheranno.
Magari vi troverete ad accettare cose che non vi piacciono, che vi deprimono ma che vi “insegneranno” sicuramente qualcosa, che vi faranno mettere in gioco sul mercato di lavoro per quanto “umile” possa essere la posizione occupata, e soprattutto che vi consentiranno di dare spazio a quello che conta davvero nella vostra vita: la vostra famiglia e la vostra felicità.

Per questo dovete continuare a lavorare su voi stesse, migliorare la vostra autostima, non farvi “abbattere” da un datore di lavoro, perchè esistono persone in grado di aprire gli occhi e vedere che valete, MA PER PRIME LO DEVI VEDERE VOI!

NON DIMENTICATELO MAI:
Diventare MADRE è l’esperienza professionale e personale più importante di tutto un Curriculum Vitae. Rita